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Renato |
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Odio1. La difesa pessima del Milan
2. le persone false 3. gli arroganti 4. la puzza di fumo 5. le sigarette Amo1. Una ragazza di nome Viola
2. I cavalli 3. il Milan 4. il computer 5. fare foto LinksVisite | 04 Gennaio 2010
Palermo conquista S. Siro: Milan koMiccoli e Bresciano firmano il 2-0 Dopo dieci risultati utili consecutivi (7 vittorie e 3 pareggi) il Milan torna a riassaporare l'amaro gusto della sconfitta. A San Siro, infatti, vince il Palermo che dopo aver più volte sfiorato il vantaggio nel primo tempo va a segno due volte nella ripresa. Miccoli porta avanti i suoi al 4', Bresciano raddoppia al 17' in conclusione di un rapido contropiede. I rossoneri, quindi, perdono un punto nei confronti dell'Inter, fermata dall'Atalanta.
LA PARTITA La ripresa si apre con lo scossone decisivo: Bresciano serve Miccoli che supera Zambrotta e batte Dida per il vantaggio rosanero. Una volta in ginocchio, Leonardo butta in campo Pato al posto di Abate, ma le pedine giuste al posto giusto ci rimangono poco perché Inzaghi prende il posto di Ambrosini un quarto d'ora più tardi per un iper-offensivo 4-2-4. Nel mentre, ancora una volta, è Bresciano a gelare San Siro al termine di un contropiede perfetto. La reazione del Milan arriva, ma con eccessivo ritardo. Pato para una conclusione di Dinho, Sirigu quella di Zambrotta. L'Inter subisce il pareggio a Bergamo contro l'Atalanta ma è solo un the caldo. Oggi, in casa Milan, fa parecchio freddo. Improvviso e letale. LE PAGELLE Ronaldinho 6 - Nel primo tempo, quando prende palla il brasiliano, il volto di Cassani cambia espressione. La paura si impadronisce del difensore rosanero, mentre Borriello ha l'aria di chi aspetta un regalo da un momento all'altro. E di doni, visto il periodo, Dinho ne distribuisce parecchi. Cala tanto, però, nella ripresa, anche perché Cassani prende coraggio e invece di indietreggiare prova persino a sfidarlo nell'uno contro uno. Cavani 6 - Copre il campo in tutta la sua ampiezza, corre e prende botte per due (ovvero anche per Miccoli), impegna l'intera difesa rossonera. Agli angoli della porta difesa da Dida, però, preferisce quelli del campo di gioco... Kjaer 7,5 e Bovo 7 - La perfezione non esiste, ma questa volta è questione di centimetri: quelli lasciati a Borriello in un paio di circostanze, quelli concessi a Inzaghi quando l'area rosanero sembrava Times Square la notte di capodanno. IL TABELLINO 01 Giugno 2009
Milan, missione compiutaNel giorno degli addii di Paolo Maldini e Carlo Ancelotti, il Milan chiude la pratica Champions League e conquista l'accesso diretto alla massima competizione europea grazie al 2-0 di Firenze firmato da Kakà al 54' e da Pato al 76'. Non è bastata, infatti, alla Fiorentina una prova coraggiosa per superare i rossoneri in classifica e "scippare" a Kakà e compagni il terzo posto. I viola dovranno quindi affrontare i preliminari di Champions.
LA PARTITA SEEDORF E PIRLO 5 - Forse hanno la testa altrove. Sicuramente, almeno gran parte della gara, non danno il contributo che ci si aspetterebbe da giocatori con le loro qualità tecniche. Lenti, involuti, spesso imprecisi. Se a Firenze hanno giocato l'ultima gara in rossonero (partono con Ancelotti?), diciamo che è meglio ricordarli in altre occasioni MONTOLIVO 6,5 - Molta qualità in mezzo al campo e dimostrazione di ottima personalità almeno quand'è in maglia viola. Ora deve cercare di imporsi anche in nazionale. GILARDINO 6,5 - Abbandonato là davanti in completa solitudine, si danna l'anima per cercare di "vendicarsi" del Milan. Non segna, ma va vicino al gol in almeno un paio di occasioni. KAKA' 6,5 - Non entusiasma ma segna un gol pesantissimo ed è l'unico del Milan a tentare di pungere i viola per tutto il primo tempo. Attorno a lui la squadra, però, non gira, e non è facile giocare bene se il tuo compagno non si smarca aggredendo gli spazi e aspetta da fermo il pallone. 25 Maggio 2009
La festa è della Roma 3-2 al MilanIl Milan rovina la festa di Maldini: perde in casa per 3-2 con la Roma e si giocherà la qualificazione diretta alla Champions nello scontro diretto con la Fiorentina. Nel primo tempo, 1-0 giallorosso con punizione di Riise. Il Milan arranca, ma agguanta il pari con Ambrosini al 74'. Poi piovono gol: 2-1 di Menez al 79', immediato 2-2 ancora di Ambrosini e 3-2 della Roma di Totti, ancora su punizione, all'84'. Ambrosini espulso nel finale.
LA PARTITA 17 Maggio 2009
Milan ko, Inter campione d'ItaliaIl Milan cade a Udine e consegna matematicamente lo scudetto all'Inter, avanti 7 punti e in campo domenica sera col Siena. Al 'Friuli' finisce 2-1. La squadra di Marino passa in vantaggio al 31', dal dischetto, con D'Agostino: Rizzoli vede un fallo che forse non c'è nel contatto in area Maldini-Floro Flores. Il raddoppio arriva al 4' della ripresa, con Zapata, poi al 93' la rete di Ambrosini, inutile. Per l'Inter è il 17esimo scudetto.
LA PARTITA Una sconfitta e un pareggio. Nella serata del 'Friuli' il Milan aggiunge al ko subito dall'Udinese lo 'smacco' della rimonta nerazzurra, in fatto di scudetti vinti. Diciassette pari, un testa a testa che sembrava distante anni luce solo tre anni fa, prima di Calciopoli, quando l'Inter era ancora, nei cori e nel sarcasmo dei suoi detrattori, la squadra "che non vince mai". Il Milan non ha perso lo scudetto a Udine, ma certamente in questo anticipo serale della 36esima giornata la squadra di Ancelotti non ha fatto quello che poteva per lasciare ai 'cugini' l'onere e l'onore di conquistarsi il titolo sul campo, domenica sera. Un solo spunto degno di nota nel primo tempo, peraltro allo scadere, con Kakà. Due conclusioni di Inzaghi, una finita su Handanovic, l'altra contro il palo, nella ripresa. E un gol, a tempo scaduto, quando piazza Duomo, vestita di nerazzurro, già ballava e cantava. C'è un rigore generoso fischiato da Rizzoli per i padroni di casa (e un tocco di gomito di Felipe prima del gol di Zapata), c'è un Ancelotti che le ha provate tutte, buttando nella mischia nel secondo tempo Superpippo, Ronaldinho e Shevchenko, praticamente tutte le risorse a sua disposizione. E c'è l'incertezza, quell'incertezza che da tempo incombe sul destino del tecnico rossonero, obbligato ora a sperare innanzitutto in un aiutino dell'Atalanta per difendere un secondo posto che Roma e Fiorentina, nelle due partite che restano al 'rompete le righe', hanno tutta l'intenzione di mettere in discussione. LE PAGELLE D'Agostino 7,5 Impacchetta lo scudetto e avvia la spedizione verso Appiano Gentile dopo aver consegnato alle statistiche il suo sesto gol nelle ultime cinque giornate di campionato, il decimo nella stagione. Cifre che valgono un bel telegramma a Marcello Lippi. Dida 6 Prova invano a stoppare la festa interista - pronta a scatenarsi già al 22' - mostrando due volte la paletta rossa a Quagliarella, dopo che il vigile Ghiandai aveva inopportunamente autorizzato la scorribanda dell'attaccante campano, partito da posizione di fuorigioco. Kakà 5 Un solo lampo, peraltro oscurato dal piedone di Handanovic, perfetto nel deviare il pallone indirizzato a Pato, al 45'. Secondo Ancelotti, l'infortunio del brasiliano contro la Reggina e la successiva assenza nel derby hanno in parte deciso lo scudetto. Forse anche anche le sue ultime apparizioni non proprio brillanti (e il pensiero corre a domenica scorsa, contro la Juve) hanno inciso su un verdetto così amaro per il Milan. Seedorf 5 Non è solo San Siro a fischiarlo. Anche il 'Friuli' gli riserva un trattamento davvero poco accogliente. Ascoltare per credere il sottofondo che accompagna il suo pessimo destro, che si perde sul fondo al minuto 25. Zapata 7,5 Mette il sigillo ad ogni discorso con un destro pesante, che ha l'effetto sorprendente di rinvigorire le sbiadite speranze di Claudio Ranieri di portare a compimento l'obiettivo inseguito - a parole - da inizio stagione: migliorare il piazzamento dello scorso anno. Inzaghi 6 Al 79' poteva fare qualcosa di più e di meglio. Verissimo. Ma in mezzo a tanti compagni di squadra che non ci hanno messo nemmeno quel tanto di convinzione spicca comunque per la sua solita, indomabile, caparbietà. Che questa volta si è scontrata, oltre che con Handanovic, anche col palo. IL TABELLINO 11 Maggio 2009
Milan e Juve, regalo all'InterLa Juve ferma sull'1-1 il Milan a San Siro, togliendo ogni suspence residua al finale di campionato, con l'Inter sempre a +7 sui rossoneri a tre giornate dal termine. Partita aperta e ben giocata, con le reti nella ripresa di Seedorf, al 12', e Iaquinta, al 15'. Espulso Favalli (doppia ammonizione) all'85' per un fallo su Del Piero, dopo un contatto da moviola in area fra Pato e Legrottaglie. Bianconeri terzi a +3 sulla Fiorentina.
LA PARTITA Mezz'ora a ritmo forsennato, con due sole eccezioni, una per parte: Poulsen e Seedorf. Fino alla conclusione di Kakà bloccata in qualche modo da Buffon al 29' il primo tempo scorre veloce, divertendo. In mezzo, due palle gol per la Juve, con Camoranesi al 12' (girata imprecisa su sponda di Iaquinta) e Marchionni al 17' (che non azzecca il controllo dopo una splendida combinazione Camoranesi-Amauri), e due anche per i rossoneri, con il sinistro al volo di Inzaghi che al 21' si alza nettamente sopra la traversa bianconera e la percussione centrale di Kakà, in collaborazione con lo stesso Inzaghi, che termina col pallone fra i piedi di Buffon, che libera. Scocca il 30' e il fiatone comincia a farsi sentire, ma prima dell'intervallo c'è ancora tempo per un tiraccio di Poulsen, che nei pressi dell'area rossonera e con visuale completamente sgombra si esibisce in un sinistro sbilenco e impreciso, poi per un sinistro a girare di Inzaghi, bello nelle intenzioni, non nella riuscita, e per il solito, presuntuoso, tentativo dalla distanza di Seedorf. Il Milan ci mette meno di 2' a costruire la prima palla gol del secondo tempo: corner di Beckham che arriva proprio sulla testa di Inzaghi, solo, due metri davanti alla porta. Troppa grazia, che forse SuperPippo nemmeno si aspettava, e la palla finisce sul fondo. Altri due minuti e Kalac denuncia tutta la sua mancanza di feeling col campo, lasciandosi scappare un gran tiro di Iaquinta, sul quale si avventano, senza effetti rilevanti, Amauri e Flamini. Il Milan passa al 12', sfruttando la velocità di Inzaghi, che scappa lungo l'out sinistro, entra in area e serve Ambrosini, che fa felice Seedorf con il più sbagliato dei tiri. L'olandese si trova la palla da mettere dentro a due metri dalla linea di porta. Iaquinta, che ha sulle spalle le responsabilità dell'attacco bianconero, vista la serata così così di Amauri, fallisce l'assalto su punizione al 14', poi un minuto dopo vince il duello con Flamini e insacca di testa su cross da destra di Camoranesi firmando il pareggio bianconero. Kakà, poi Inzaghi, poi ancora Iaquinta e Camoranesi: una serie di tentativi falliti, fra il 29' e il 36', precede il minuto delle polemiche. E' il 39': contatto in area fra Pato (entrato da poco) e Legrottaglie, che Orsato giudica regolare (dopo che la Juve aveva reclamato, qualche minuto prima, un rigore su Del Piero), punendo qualche secondo dopo Favalli, già ammonito, per un fallo su Del Piero che porta al rosso. Il Milan protesta, ma il regalo ai padroni di casa rischia di farlo Zebina, che al 90' si incarta su se stesso, nella propria area di rigore, consegnando il pallone agli affamati avversari. Non succede nulla, la Juve porta a casa un punto, ma si guarda preoccupata alle spalle, perché i viola ora sono lì, vicini, come la festa. Quella dell'Inter, ovviamente. LE PAGELLE Seedorf 6 Rallenta la manovra, prende in contropiede i suoi stessi compagni di squadra, cercando il colpo di genio quando basterebbe la normale amministrazione, val al tiro quando non dovrebbe, memore di glorie passate. E San Siro, a tratti, fischia. E' bastato un tiro 'ciccato' da Ambrosini - minuto 12 della ripresa - per trasformare quei mugugni in una vera e propria bolgia. Bravo lui ad averci creduto comunque. Zanetti 7 Prezioso, fondamentale, insostituibile, soprattutto alla luce dei rincalzi a disposizione di Ranieri (uno di questi stasera in campo a fianco dell'ex interista). Peccato per la precarietà cronica delle sue condizioni fisiche, che Ambrosini rischia di riportare drammaticamente in primo piano con un'entrataccia sulla caviglia dopo appena sette minuti. Iaquinta 7,5 La coppia di centrali rossoneri non può - per evidenti motivi di natura anagrafica - spiccare per rapidità. Mai considerazione più propizia potrebbe esserci per un attaccante con le sue caratteristiche, capace di mangiarsi in un paio di allunghi Maldini (e di mettere in crisi Kalac, come al 4' della ripresa), ma poi di soffrire il raddoppio di marcatura del "giovane" Flamini. Lo scontro che ne viene fuori fornisce prima materiale per la moviola, poi motivi buoni per la permanenza (almeno per altre tre partite) di Ranieri sulla panchina bianconera. Flamini 6 Riadattato per l'occasione nel ruolo di terzino destro, passa un'ora a mettere pezze qua e là, dove i suoi colleghi di reparto Favalli e Maldini non arrivano o non sanno essere efficaci. Compito ingrato, reso ancora più amaro quando alla sua prima imperfezione Iaquinta firma il pareggio. Beckham 5 Alla sua prima partecipazione in maglia rossonera alle sfide con la Juve, riceve dopo meno di due minuti il benvenuto da De Ceglie. Accoglienza poco gradita e subito scaricata sull'incolpevole Marchionni, con tanto di giallo estratto da Orsato. 04 Maggio 2009
Il Milan non si ferma più: Catania koInzaghi e Kakà in gol, due pali, quasi nullo il pericolo. E' il breviario della partita del Milan a Catania chiusa con un 2-0 che ammette poche recriminazioni e disquisizioni post-mortem (agonistica, intendiamoci). Ancelotti schiera Kakà al fianco di Inzaghi. O meglio, lo libera di qualsiasi incombenza tattica e il brasiliano risponde con una prestazione di sostanza e di qualità. Il Catania gioca - giochicchia - per un quarto d'ora nel primo tempo (anche se Izco salva sulla linea un colpo di testa di Maldini). Poi sparisce, lentamente, sotto il ritmo rossonero.
Zenga, in tribuna per squalifica, osa le tre punte. Arrotondate. Di contro c'è un Pirlo in versione Urbano Persichetti, vigile. Smista, testa alta, senza sentire pressione attorno. C'è armonia e intento comune in casa rossonera. Il gol di Inzaghi arriva al termine di una veloce ripartenza di Kakà, tre minuti prima della mezz'ora. La risposta del Catania è molle, insufficiente. Nella ripresa parte meglio la squadra rossoazzurra. Ma alla prima occasione sono i milanisti a gioire. Un'azione bella, da disegnare per divulgarla. Seedorf apre per Ambrosini sulla mancina, cross, Beckham di testa impegna Kosicky, Kakà deposita in rete anticipando Inzaghi (!). Game, set, partita. Il Milan abbassa la sciabola e impugna il fioretto. Inzaghi e Kakà prendono un palo ciascuno e il Catania non alza più la testa. Troppo convinto il gruppo di Ancelotti, senza più grandi stimoli quello di Zenga. Anche se 7 punti da recuperare in quattro giornate sono tanti. Terribilmente tanti per sostenere un sogno così grande. LE PAGELLE Inzaghi 7 Pippo gol, proprietario della succursale del gol rapido e a domicilio, ne mette un altro. Controllo ed esterno alle spalle di Kosicky. Però dobbiamo segnalare due errori che non sono da Filippo. Prima di testa, su invito di Pirlo, non inquadra lo specchio della porta lasciata libera. Poi nella ripresa, su assist di Kakà, impatta con l'esterno destro senza prendere il rettangolo giusto dall'interno dell'area piccola. Due errori glieli perdoniamo (come il palo colpito). Chi siamo noi per potergliela far pesare? Beckham 6 Partecipa all'azione del raddoppio, sfiorando lui il gol che lascia fare a Kakà. Fa notizia che in 79 minuti giocati sbagli due cross. Pare che qualcuno gli abbia battuto una pacca sulla spalla: 'Dai David, capita, c'è di peggio nella vita'. Kosicky 6 Due gol che non oscurano completamente la sua buona prestazione. E' sveglio e attento per tutta la partita, su due guizzi di Inzaghi e sulla frustata di testa di Beckham (dopo la quale arriva il gol di Kakà, ma lui ormai è fuori causa). Talento da seguire. 27 Aprile 2009
Il Milan corre e segna: 3-0Trascinato da un Kakà tornato su livelli eccelsi, il Milan continua la sua rincorsa al secondo posto battendo per 3-0 a San Siro il Palermo. I rossoneri hanno aperto le marcature al 10' con un rigore trasformato dall'ex-Pallone d'Oro e hanno raddoppiato poco dopo con Inzaghi, al 150° gol in Serie A. I siciliani non reagiscono e, a inizio ripresa, rimangono in 10 per l'espulsione di Bovo: Kakà suggella il successo con un altro rigore al 56'.
LA PARTITA
Kakà 8 Ecce Ricky. La settimana appena trascorsa gli è servita per ritrovare definitivamente l'assetto, non appena mette piede in campo apre il gas come una Desmosedici e ai difensori del Palermo -nessuno escluso- non rimane che guardare i segni lasciati dalle sue sgommate. L'azione che provoca il rigore è l' "highlight" di una partita da Pallone d'Oro. Ambrosini 7 Lunedì sarà sposo di Paola a Venezia: pensa bene, dunque, di cominciare a festeggiare dal giorno precedente provocando il rigore dell'1-0 e offrendo a Inzaghi l'occasione -ovviamente non mancata- di segnare il 150° gol in Serie A. Le sue incursioni, a sinistra o al centro, aprono in due il fortino di Ballardini. Prova da perfetto capitano, quale sarà a decorrere dalla data 1° giugno. Miccoli 5 Durante il riscaldamento le telecamere lo sorprendono mentre guarda il cielo grigissimo e ha una smorfia di fastidio, quasi di insofferenza. Cuore caldo, quello del Maradona del Salento, e piedi che rimangono gelati. Un tiro da lontano che sfila dalle parti di Dida è l'unica notizia di sè che offre alla partita, ai compagni, agli avversari. Al 14' della ripresa, Ballardini lo manda saggiamente ad abbracciare i termosifoni di San Siro. Kjaer 5 Dà un dispiacere ad Ancelotti, che tanto lo ha elogiato alla vigilia, e dà al contrario ragione a Galliani: per il Milan o per qualcosa che gli assomiglia è decisamente troppo presto. Kakà lo sculaccia più volte, Inzaghi gli impartisce una piccola lezione di come non bisogna gestire la linea del fuorigioco. Cresci bene che ripasso, si diceva una volta alle ragazzine bellocce, ma ancora troppo giovani. 20 Aprile 2009
Tornado Milan, Torino travoltoTanto, troppo Milan per il Torino. A San Siro, finisce 5-1 il posticipo della 32.ma giornata, con i rossoneri che così raggiungono la Juventus al secondo posto in classifica. Tutto facile per i padroni di casa che festeggiano la tripletta del solito Inzaghi e i gol di Kakà (su rigore) e Ambrosini nel finale. Inutile il gol di Franceschini per la formazione di Camolese che, comunque, al momento è ancora fuori dalla zona retrocessione.
LA PARTITA Troppo forte questo Milan, troppo debole questo Toro, travolto da Inzaghi in quello che sembra essere un film già visto. Superpippo ci impiega 13 minuti a sbloccare la partita, altri 24 per ipotecare la vittoria e altri 30 per chiudere la gara. I gol nelle ultime sei giornate sono diventati 9 e l'albo dei record va aggiornato per l'ennesima volta. Ma quello visto contro il Torino è stato un Milan forte nel collettivo, che sembra aver ritrovato proprio nel finale di stagione una buona condizione atletica. Quella che, invece, manca al Toro di Camolese, ora sempre più a rischio serie B. LE PAGELLE Beckham 7,5: A tratti, l'invidia per il suo piede destro tocca quote vertiginose. Gode di eccessiva libertà, è vero, ma ogni volta che calcia è una delizia per gli occhi. I compagni, Superpippo per primo, dovranno cominciare a cercare un degno regalo per il suo compleanno (in agenda per il prossimo 2 maggio). Flamini 7,5: Va beh, ma allora poteva dirlo prima... Schierato terzino destro causa ko di Favalli, il francese dimostra di possedere gamba e tempi d'inserimento adeguati al ruolo. La soluzione giusta per il futuro? Ronaldinho 7: Dopo 45' passati in panchina ad ammirare i compagni, entra in campo con la voglia di partecipare alla festa e alla prima palla giocabile ai limiti dell'area granata offre un cioccolatino dolce dolce a Inzaghi. Nel finale, poi, regala giocate in serie a tutti gli spettatori. Si può dire tutto, ma non che pecchi in educazione. Torino 4: Facendo la somma e dividendo per 14, il risultato occhio e croce è questo. Niente gioco, poca grinta, tanta arrendevolezza. Male, insomma. IL TABELLINO 14 Aprile 2009
Jolly Seedorf, il Milan sbancaBattere la squadra più in forma del campionato, sconfitta una sola volta nelle ultime 13 partite, per avvininarsi alla Champions League. Missione compiuta per il Milan che grazie a un gol di Seedorf al 9' del secondo tempo ha battuto in trasferta il Chievo di Di Carlo. Come previsto, partita difficile per i rossoneri che hanno portato a casa i tre punti anche grazie alla super parata di Dida su Colucci nel finale. Espulso Ancelotti per proteste.
LA PARTITA Prima si era visto soprattutto il Chievo, immediatamente pericoloso sull'asse Pinzi-Pellissier. Pochi minuti e lo stesso Pinzi centrava la traversa su cross di Mantovani, mentre il Milan si rendeva pericoloso solo con Kakà, due volte ostacolato con le brutte maniere in area prima da Yepes, poi da Morero. Il secondo tempo si apriva con il gol vittoria di Seedorf bravo a sfruttare una bella sponda di Inzaghi su cross di Jankulovski, ma subito dopo era Pellissier a graziare Dida da due passi. Un aperitivo di quello che sarebbe successo poco più tardi: prima una punizione di Pellissier, deviata in gol da Bogdani, veniva annullatta per un leggero fuorigioco di quest'ultimo, poi Colucci vedeva Dida salvare con i piedi con lo stadio già pronto a esultare. Solo a quel punto, Ancelotti, nervosamente seduto in tribuna, poteva tranquillizzarsi. Ci voleva. Dopo una settimana (e un avversario) così... Zambrotta 6,5: Prova ad aggiungere cavalli alla corsia di destra, penalizzata dall'indolenza di Seedorf, e per lunghi tratti riesce a mettere una pezza. Le batterie, però, alla lunga si scaricano e rimane a corto di fiato. C'è da capirlo... Pinzi 6,5: Primo tempo da trequartista sfruttato a distribuire palloni di qualità a Bogdani e Pellisier, seconda frazione da interno di centrocampo speso a rincorrre chiunque gli capiti a tiro. Paghi uno, prendi due. Bogdani-Pellissier 6,5: Uno ha fisico e piedi discreti, l'altro ha i tempi giusti di inserimento e capacità realizzative. Non intendiamo scomodare vecchie (e gloriose) coppie gol, ma questi due funzionano. E funzionano bene. Jankulovski 4,5: Ancelotti viene espulso prima di poter assistere ai continui disastri del terzino ceco. Altrimenti, invece che in tribuna, lo avremmo visto scendere in campo. Si ricordi di ringraziare Saccani la prossima volta che lo incrocerà... 06 Aprile 2009
Milan allo scadere supera il LecceCon due gol allo scadere, uno di Ronaldinho e uno di Inzaghi il Milan supera il Lecce, allontana lo spettro Genoa e vola a meno cinque dalla Juve. Nel primo tempo i rossoneri fanno possesso palla, ma il gioco è sterile. Nel secondo il Milan cresce. Molto bene Pato, rassicurano le condizioni di Kakà, ma poi è Ronaldinho con una deviazione su un tiro di Senderos a sbloccare. Infine al 48' arriva il raddoppio di Pippo.
LA PARTITA Inzaghi 6,5: è il solito, quello che cerca il gol sempre, ovunque. E alla fine lo trova. Come ci aveva abituati allo scadere, di testa su un bel cross di Sheva. Esultanza alla SuperPippo: è il gol numero 301 Tiribocchi 6,5 una partita di grande sacrificio, la sua. Ci crede, ci prova. Parte solo in contropiede cercando di "rovinare" quanto di buono provano a fare là davanti Pato&Co. Va anche vicinissimo al gol nel primo tempo, ma nulla. Esposito 6: lui come tutta la difesa del Lecce fa molto bene. Ordinato e attento neutralizza in più occasioni le giocate degli attaccanti rossoneri |