04 Gennaio 2010

Palermo conquista S. Siro: Milan ko

Miccoli e Bresciano firmano il 2-0

Dopo dieci risultati utili consecutivi (7 vittorie e 3 pareggi) il Milan torna a riassaporare l'amaro gusto della sconfitta. A San Siro, infatti, vince il Palermo che dopo aver più volte sfiorato il vantaggio nel primo tempo va a segno due volte nella ripresa. Miccoli porta avanti i suoi al 4', Bresciano raddoppia al 17' in conclusione di un rapido contropiede. I rossoneri, quindi, perdono un punto nei confronti dell'Inter, fermata dall'Atalanta.

 

LA PARTITA
Che la domenica potesse riservare brutte sorprese per gli infreddoliti tifosi del Milan sugli spalti, lo si era capito presto. Giusto il tempo di vedere Cavani scattare alle spalle della distratta coppia Nesta-Favalli e concludere fuori a due passi da Dida. Il Milan, forse gelato dal freddo arrivato in giornata, impiega un quarto d'ora a entrare in partita ma Bresciano, Nocerino e Miccoli non centrano il bersaglio consentendo a Ronaldinho di far venire un brivido a Delio Rossi.

La partita, giocata a viso aperto da entrambe le squadre, potrebbe prendere qualsiasi direzione ma resta incanalata sui binari di inizio gara per l'imprecisione dei rispettivi attaccanti: è soprattutto Borriello ad avere la palla giusta, ma il suo sinistro incrociato finisce largo di pochi centimetri.

La ripresa si apre con lo scossone decisivo: Bresciano serve Miccoli che supera Zambrotta e batte Dida per il vantaggio rosanero. Una volta in ginocchio, Leonardo butta in campo Pato al posto di Abate, ma le pedine giuste al posto giusto ci rimangono poco perché Inzaghi prende il posto di Ambrosini un quarto d'ora più tardi per un iper-offensivo 4-2-4. Nel mentre, ancora una volta, è Bresciano a gelare San Siro al termine di un contropiede perfetto. La reazione del Milan arriva, ma con eccessivo ritardo. Pato para una conclusione di Dinho, Sirigu quella di Zambrotta. L'Inter subisce il pareggio a Bergamo contro l'Atalanta ma è solo un the caldo. Oggi, in casa Milan, fa parecchio freddo. Improvviso e letale.

LE PAGELLE
Abate 5 - Ha nella progressione e nella facilità di corsa il suo punto di forza. Di conseguenza, la scelta di Leonardo di schierarlo nel ruolo di esterno d'attacco, con una trentina di metri a disposizione o poco più, finisce per limitarlo eccessivamente. Il killer instinct, poi, non lo ha mai avuto e mai l'avrà: il risultato non può che essere negativo. Al suo posto, minuto 50, entra Pato (4,5). Cambia tutto? Cambia niente. Il Papero, infatti, non ne azzecca mezza. E lui non ha scusanti...

Ronaldinho 6 - Nel primo tempo, quando prende palla il brasiliano, il volto di Cassani cambia espressione. La paura si impadronisce del difensore rosanero, mentre Borriello ha l'aria di chi aspetta un regalo da un momento all'altro. E di doni, visto il periodo, Dinho ne distribuisce parecchi. Cala tanto, però, nella ripresa, anche perché Cassani prende coraggio e invece di indietreggiare prova persino a sfidarlo nell'uno contro uno.

Bresciano 7 -
Tra un assist per Miccoli e un comodo destro sotto l'incrocio, trova il tempo di andare in pressione su chiunque gli capiti a tiro. Decisivo per equilibri della squadra e per le veloci ripartenze dei suoi.

Cavani 6 - Copre il campo in tutta la sua ampiezza, corre e prende botte per due (ovvero anche per Miccoli), impegna l'intera difesa rossonera. Agli angoli della porta difesa da Dida, però, preferisce quelli del campo di gioco...

Kjaer 7,5 e Bovo 7 - La perfezione non esiste, ma questa volta è questione di centimetri: quelli lasciati a Borriello in un paio di circostanze, quelli concessi a Inzaghi quando l'area rosanero sembrava Times Square la notte di capodanno.

IL TABELLINO
Milan-Palermo 0-2
Milan (4-2-1-3)
: Dida 5,5; Zambrotta 5,5, Nesta 6, Favalli 5, Antonini 5; Pirlo 5,5, Ambrosini 6 (31'st Flamini sv); Seedorf 6 (24'st Inzaghi 5); Abate 5 (5'st Pato 4,5), Borriello 6, Ronaldinho 6. A disposizione: Storari, Jankulovski, Kaladze, Huntelaar. All.: Leonardo
Palermo (4-3-1-2): Sirigu 7; Cassani 6, Kjaer 7,5, Bovo 7, Balzaretti 6,5; Nocerino 6, Liverani 6, Bresciano 7; Simplicio 6,5 (15'st Pastore 6,5); Cavani 6 (45'st Goian sv), Miccoli 7 (22'st Budan sv). A disposizione: Rubinho, Melinte, Bertolo, Hernandez. All. Rossi
Arbitro: Bergonzi (Ghiandai, Giordano)
Marcatori: 4'st Miccoli (P), 17'st Bresciano (P)
Ammoniti: Antonini (M), Liverani (P)
Espulsi: -

Tags: calcio
 
01 Giugno 2009

Milan, missione compiuta

Nel giorno degli addii di Paolo Maldini e Carlo Ancelotti, il Milan chiude la pratica Champions League e conquista l'accesso diretto alla massima competizione europea grazie al 2-0 di Firenze firmato da Kakà al 54' e da Pato al 76'. Non è bastata, infatti, alla Fiorentina una prova coraggiosa per superare i rossoneri in classifica e "scippare" a Kakà e compagni il terzo posto. I viola dovranno quindi affrontare i preliminari di Champions.  

LA PARTITA
Missione compiuta, dunque, nonostante una giornata non esattamente di grazia di alcuni tra i giocatori più importanti (leggi Seedorf e Pirlo). Sotto lo sguardo attento di Leonardo, pronto a prendere il posto di Ancelotti in panchina a partire dalla prossima stagione, il Milan non ha certo entusiasmato. Ha controllato, cercato qua e là di ribattere agli assalti, nemmeno convinti, della Fiorentina, e colpito al momento giusto. Da vecchio Milan, esperto e saggio. Ma anche da nuovo Milan, perché dal Franchi, pare ovvio, cominciava il futuro. Tra molte incertezze. 

La prima e più importante era ed è legata a Kakà. Da lunedì e fino all'ultimo giorno del mercato, il tormentone Real Madrid ci abbandonerà difficilmente. Florentino Perez ha già largamente annunciato l'assalto al brasiliano e metterà sul piatto molti soldi che il Milan e Kakà dovranno cercare di rifiutare. Questa trattativa, importante e difficile, potrebbe cambiare tutto. Il resto verrà di conseguenza e su precisa direttiva di Leonardo, che già da qualche settimana sta lavorando in questo senso.

Non cambierà invece molto nella Fiorentina, cui tutto sommato non faceva molta differenza arrivare terza o quarta. A Firenze, e la seconda qualificazione alla Champions in due anni lo dimostra, stanno lavorando molto bene e continueranno in questa direzione. Puntando cioè sui giovani e rinforzando la squadra con intelligenza ma, soprattutto, senza perdere i giocatori più importanti. Gilardino, quindi, ma anche Montolivo, Jovetic, Gamberini e Vargas, per dirne solo alcuni. 

Ultime note: Maldini, come detto, ha chiuso una carriera straordinaria con un'ottima prova. E, giustamente, tra gli applausi. Beckham ha salutato, almeno per il momento, il Milan nella speranza di poter tornare nel 2010. Nesta, dopo un anno, si è rivisto in campo. Ed è un ritorno importante, perché proprio al centro della difesa i rossoneri in questa stagione hanno sofferto moltissimo. Con lui, nel 2009/2010 ci sarà Thiago Silva, di cui parlano benissimo ma che è ancora tutto da vedere. Un'era si è chiusa: da lunedì si volta pagina. 
 
LE PAGELLE

MALDINI 7 -
Non è un voto alla carriera, perché quella è senza dubbio da 10 e lode. Paolino chiude bene, con una prova attenta su Gilardino e praticamente nessuna sbavatura.

SEEDORF E PIRLO 5 - Forse hanno la testa altrove. Sicuramente, almeno gran parte della gara, non danno il contributo che ci si aspetterebbe da giocatori con le loro qualità tecniche. Lenti, involuti, spesso imprecisi. Se a Firenze hanno giocato l'ultima gara in rossonero (partono con Ancelotti?), diciamo che è meglio ricordarli in altre occasioni

MONTOLIVO 6,5 - Molta qualità in mezzo al campo e dimostrazione di ottima personalità almeno quand'è in maglia viola. Ora deve cercare di imporsi anche in nazionale.

GILARDINO 6,5 - Abbandonato là davanti in completa solitudine, si danna l'anima per cercare di "vendicarsi" del Milan. Non segna, ma va vicino al gol in almeno un paio di occasioni.

KAKA' 6,5 - Non entusiasma ma segna un gol pesantissimo ed è l'unico del Milan a tentare di pungere i viola per tutto il primo tempo. Attorno a lui la squadra, però, non gira, e non è facile giocare bene se il tuo compagno non si smarca aggredendo gli spazi e aspetta da fermo il pallone.
IL TABELLINO
Fiorentina-Milan 0-2
Fiorentina (4-3-2-1):
Frey 6,5; Comotto 6, Gamberini 6, Zauri 5, Pasqual 5,5 (25' st Kuzmanovic 6); Donadel 6,5, Montolivo 6,5, Semioli 6; Jovetic 5,5 (20' st Jorgensen 6), Vargas 5,5 (20' st Gobbi 6); Gilardino 6,5. A disposizione: Storari, Kroldrup, Tagliani, Maritato. All.: Prandelli
Milan (4-3-2-1): Dida 6; Zambrotta 6, Maldini 7, Favalli 6,5 (32' st Nesta 6), Jankulovski 6,5; Beckham 6 (36' st Gattuso sv), Pirlo 5, Flamini 6,5; Kakà 6,5, Seedorf 5; Inzaghi 5 (24' st Pato 6,5). A disposizione: Kalac, Senderos, Shevchenko, Ronaldinho. All.: Ancelotti 
Arbitro: Rizzoli
Marcatori: 9' st Kakà, 31' st Pato
Ammoniti: Flamini (M)
Espulsi: nessuno

 
25 Maggio 2009

La festa è della Roma 3-2 al Milan

Il Milan rovina la festa di Maldini: perde in casa per 3-2 con la Roma e si giocherà la qualificazione diretta alla Champions nello scontro diretto con la Fiorentina. Nel primo tempo, 1-0 giallorosso con punizione di Riise. Il Milan arranca, ma agguanta il pari con Ambrosini al 74'. Poi piovono gol: 2-1 di Menez al 79', immediato 2-2 ancora di Ambrosini e 3-2 della Roma di Totti, ancora su punizione, all'84'. Ambrosini espulso nel finale.

LA PARTITA
E' stata una cosa tra capitani, presenti e futuri. La festa era quella di Paolo Maldini, il suo successore Ambrosini (anche se Berlusconi, sabato, ha "nominato" Gattuso) ha provato in tutti i modi a salvarla, ma alla fine il lieto fine rossonero è stato bruciato da Totti, il cui destro su punizione produce una settimana supplementare di passione a Milanello e dintorni. A Firenze, domenica prossima, può bastare anche la sconfitta di misura per staccare il sospiratissimo biglietto per la Champions: risultato che, visto il clima diventato improvvisamente pesantissimo in casa milanista, è tutto meno che scontato.

La banda in rossonero, infatti, appare irrimediabilmente scossa dalle vicende legate ad Ancelotti, a Kakà, a un futuro immediato che appare poco chiaro anche ai protagonisti sul campo. Errori banali, timore nel prendere iniziative, un gioco tornato approssimativo e prevedibile: nel giorno che doveva chiudere definitivamente i discorsi europei, il Milan è stato tutto questo. E la Roma, sia chiaro, non è stata insuperabile, spietata, come dimostra anche la doppietta di rimonte rossonere dopo i primi due svantaggi. Ancelotti ci ha messo del suo: davanti a Berlusconi, seduto in tribuna, ha tolto dopo nemmeno 60 minuti Pato per inserire Ronaldinho, caro al cuore presidenziale. Il brasiliano non ha fatto granché. Il Milan, in compenso, ha perso quel minimo sindacale di imprevedibilità che il "Papero" aveva assicurato -praticamente da solo- nella prima frazione del match. Unica attenuante nel processo che inevitabilmente si aprirà in Via Turati, la direzione dell'arbitro De Marco, che nega due rigori a Inzaghi e Zambrotta. Ma lo sconto di pena, per questo Diavolo disturbato, non potrà essere comunque eccessivo.

E con un Maldini palesemente irritato negli spogliatoi (il giro d'onore finale è stata passerella sbrigativa, insipida, sporcata da un'assurda contestazione della curva: non degna, insomma, di 25 anni di carriera), la festa è solo della Roma, che conquista, oltre a un successo prestigioso, la qualificazione alla Europa League. Gli obiettivi iniziali, si sa, erano altri. Ma giunti a questo punto, meglio accontentarsi. Logica che vorrebbero applicare anche al Milan tra sette giorni esatti.

LE PAGELLE

Kakà 5
Ricky versione Ibrahimovic ancora non si era visto, a San Siro e dintorni. Già in tempi non sospetti, ovvero ben prima del vantaggio romanista, il brasiliano appare nervosissimo. Gesticola, cazzia, allarga le braccia, se la prende con tutti: compagni, avversari, arbitro. E va da sè che così non ne combina una giusta, nè in sede di conclusione che di scelte sulle manovre. Non è tranquillo: semaforo verde per i dietrologi.

Pato 6,5 Nel Milan attanagliato da caldo, Roma e crepe è l'unica speranza di vita, presente e futura. Se ne sta largo, lontano dalla zona-Inzaghi, pronto a buttarsi dentro sulle pochissime palle giocabili. Su una (confezionata da Beckham) è Artur a negargli il gol. Tutte le conclusioni da sussulto le firma lui. Eppure, dopo un'ora scarsa, è lui a lasciare il posto a Ronaldinho, evidentemente evocato dal presidentissimo Berlusconi in tribuna. E' vittima -innocente- di giochi troppo più grandi di lui.

Brighi 7 Col Milan, forse, non è difficile fare la figura da moto perpetuo. Comunque il migliore giallorosso della stagione legittima il suddetto titolo giocando una partita continua, senza pause, in fase difensiva come nelle proiezioni che aprono in due le linee del Milan. Elastico perfetto del 4-4-2 allestito da Spalletti

Artur 6,5 Un po' di gloria anche per il sostituto di Doni, che compie una parata con la maiuscola su Pato nel primo tempo. Solo De Marco e lo smarrito guardalinee Lanciano, negando il calcio d'angolo al Milan. Bravissimo anche su Kakà al 22' della ripresa. Combina un mezzo errore sul gol del pari di Ambrosini, ma tutto sommato se la cava bene: e viste le voci su una possibile partenza del titolare, si è candidato per la sostituzione.

Maldini 6 Si cala nel clima da "Maldini day" buttandosi allegramente, nelle prime fasi del match, ad appoggiare le azioni d'attacco. Poi Vucinic, Brighi e i compagni di linea (su tutti Flamini) lo riportano alla realtà salvo gettarsi nuovamente in avanti quando è chiaro che le cose si stanno mettendo male. La gente milanista lo incensa ogni volta che tocca palla, anche quando commette errori che aprono la via ai letali contropiedi romanisti Eppure mancherà, eccome se mancherà.

De Marco 4,5 Il Milan corricchia, la Roma poco più, grandi scarpate non volano: insomma, una partita apparentemente facile da controllare almeno dal punto di vista dei ritmi. Eppure l'arbitro è uno dei primi a scoppiare, mostrandosi assente ingiustificato in tutti i casi controversi. Molti, molti dubbi sul rigore non concesso a Inzaghi in avvio di ripresa e su Zambrotta sul 2-3. Alla fine, Beckham e Ambrosini (espulso) gliene dicono di ogni: occhio al referto
IL TABELLINO

MILAN-ROMA 2-3 (0-1)

Milan (4-3-1-2):
Dida 5,5; Flamini 5, Maldini 6, Favalli 6, Jankulovski 5 (15' st Zambrotta 6); Beckham 6 (1' st Seedorf 5,5), Pirlo 5,5, Ambrosini 7; Kakà 5; F.Inzaghi 6, Pato 6,5 (15' st Ronaldinho 5,5). A disp.: Kalac, Senderos, Gattuso, Shevchenko. All.: Ancelotti
Roma (4-4-2): Artur 6,5; Motta 6, Mexes 6,5, Juan 7 (24' st Diamoutene 6), Riise 6,5; Cassetti 5,5 (18' st Filipe 5,5), Brighi 7, Pizarro 6, Taddei 6; Totti 6,5, Vucinic 6,5 (31' st Menez 6,5) . A disp.: Julio Sergio, Loria, Baptista, Montella. All.: Spalletti.
Arbitro: De Marco
Marcatori: 36' pt Riise (R); 29' st Ambrosini (M); 35' st Menez (R); 36' st Ambrosini (M); 40' st Totti (R)
Ammoniti: Motta (R), Taddei (R), Artur (R)
Espulsi: 43' st Ambrosini (M) per doppia ammonizione

 
17 Maggio 2009

Milan ko, Inter campione d'Italia

Il Milan cade a Udine e consegna matematicamente lo scudetto all'Inter, avanti 7 punti e in campo domenica sera col Siena. Al 'Friuli' finisce 2-1. La squadra di Marino passa in vantaggio al 31', dal dischetto, con D'Agostino: Rizzoli vede un fallo che forse non c'è nel contatto in area Maldini-Floro Flores. Il raddoppio arriva al 4' della ripresa, con Zapata, poi al 93' la rete di Ambrosini, inutile. Per l'Inter è il 17esimo scudetto.

LA PARTITA

Una sconfitta e un pareggio. Nella serata del 'Friuli' il Milan aggiunge al ko subito dall'Udinese lo 'smacco' della rimonta nerazzurra, in fatto di scudetti vinti. Diciassette pari, un testa a testa che sembrava distante anni luce solo tre anni fa, prima di Calciopoli, quando l'Inter era ancora, nei cori e nel sarcasmo dei suoi detrattori, la squadra "che non vince mai".

Il Milan non ha perso lo scudetto a Udine, ma certamente in questo anticipo serale della 36esima giornata la squadra di Ancelotti non ha fatto quello che poteva per lasciare ai 'cugini' l'onere e l'onore di conquistarsi il titolo sul campo, domenica sera. Un solo spunto degno di nota nel primo tempo, peraltro allo scadere, con Kakà. Due conclusioni di Inzaghi, una finita su Handanovic, l'altra contro il palo, nella ripresa. E un gol, a tempo scaduto, quando piazza Duomo, vestita di nerazzurro, già ballava e cantava.

C'è un rigore generoso fischiato da Rizzoli per i padroni di casa (e un tocco di gomito di Felipe prima del gol di Zapata), c'è un Ancelotti che le ha provate tutte, buttando nella mischia nel secondo tempo Superpippo, Ronaldinho e Shevchenko, praticamente tutte le risorse a sua disposizione. E c'è l'incertezza, quell'incertezza che da tempo incombe sul destino del tecnico rossonero, obbligato ora a sperare innanzitutto in un aiutino dell'Atalanta per difendere un secondo posto che Roma e Fiorentina, nelle due partite che restano al 'rompete le righe', hanno tutta l'intenzione di mettere in discussione.

LE PAGELLE

D'Agostino 7,5 Impacchetta lo scudetto e avvia la spedizione verso Appiano Gentile dopo aver consegnato alle statistiche il suo sesto gol nelle ultime cinque giornate di campionato, il decimo nella stagione. Cifre che valgono un bel telegramma a Marcello Lippi.

Dida 6 Prova invano a stoppare la festa interista - pronta a scatenarsi già al 22' - mostrando due volte la paletta rossa a Quagliarella, dopo che il vigile Ghiandai aveva inopportunamente autorizzato la scorribanda dell'attaccante campano, partito da posizione di fuorigioco.

Kakà 5 Un solo lampo, peraltro oscurato dal piedone di Handanovic, perfetto nel deviare il pallone indirizzato a Pato, al 45'. Secondo Ancelotti, l'infortunio del brasiliano contro la Reggina e la successiva assenza nel derby hanno in parte deciso lo scudetto. Forse anche anche le sue ultime apparizioni non proprio brillanti (e il pensiero corre a domenica scorsa, contro la Juve) hanno inciso su un verdetto così amaro per il Milan.

Seedorf 5 Non è solo San Siro a fischiarlo. Anche il 'Friuli' gli riserva un trattamento davvero poco accogliente. Ascoltare per credere il sottofondo che accompagna il suo pessimo destro, che si perde sul fondo al minuto 25.

Zapata 7,5 Mette il sigillo ad ogni discorso con un destro pesante, che ha l'effetto sorprendente di rinvigorire le sbiadite speranze di Claudio Ranieri di portare a compimento l'obiettivo inseguito - a parole - da inizio stagione: migliorare il piazzamento dello scorso anno.

Inzaghi 6 Al 79' poteva fare qualcosa di più e di meglio. Verissimo. Ma in mezzo a tanti compagni di squadra che non ci hanno messo nemmeno quel tanto di convinzione spicca comunque per la sua solita, indomabile, caparbietà. Che questa volta si è scontrata, oltre che con Handanovic, anche col palo.

IL TABELLINO
Udinese
(4-3-3): Handanovic 6,5; Isla 6, Zapata 7,5, Felipe 6,5, Pasquale 6,5; Inler 6, D'Agostino 7,5 (40' st Obodo sv), Asamoah 7; Pepe 7 (43' st Lukovic sv), Quagliarella 6,5, Floro Flores 6,5 (28' st Sanchez 6). A disp. Belardi, Tissone, Domizzi, Zimling. All. Marino
Milan (4-3-1-2): Dida 6; Zambrotta 5,5, Maldini 5, Senderos 5, Jankulovski 5; Flamini 5 (1' st Inzaghi 6), Pirlo 5,5, Ambrosini 6; Seedorf 5 (15' st Ronaldinho 5), Kakà 5; Pato 5 (28' st Shevchenko 5). A disp. Kalac, Mattioni, Antonini, Gattuso. All. Ancelotti
Arbitro: Rizzoli
Marcatori: 31' pt D'Agostino (U, rig), 4' st Zapata (U), 48' st Ambrosini (M)
Ammoniti: Pasquale (U), Maldini (M), Pepe (U), Jankulovski (M), Zambrotta (M), Handanovic (U), Senderos (M)

 
11 Maggio 2009

Milan e Juve, regalo all'Inter

La Juve ferma sull'1-1 il Milan a San Siro, togliendo ogni suspence residua al finale di campionato, con l'Inter sempre a +7 sui rossoneri a tre giornate dal termine. Partita aperta e ben giocata, con le reti nella ripresa di Seedorf, al 12', e Iaquinta, al 15'. Espulso Favalli (doppia ammonizione) all'85' per un fallo su Del Piero, dopo un contatto da moviola in area fra Pato e Legrottaglie. Bianconeri terzi a +3 sulla Fiorentina.

LA PARTITA

Mezz'ora a ritmo forsennato, con due sole eccezioni, una per parte: Poulsen e Seedorf. Fino alla conclusione di Kakà bloccata in qualche modo da Buffon al 29' il primo tempo scorre veloce, divertendo. In mezzo, due palle gol per la Juve, con Camoranesi al 12' (girata imprecisa su sponda di Iaquinta) e Marchionni al 17' (che non azzecca il controllo dopo una splendida combinazione Camoranesi-Amauri), e due anche per i rossoneri, con il sinistro al volo di Inzaghi che al 21' si alza nettamente sopra la traversa bianconera e la percussione centrale di Kakà, in collaborazione con lo stesso Inzaghi, che termina col pallone fra i piedi di Buffon, che libera. Scocca il 30' e il fiatone comincia a farsi sentire, ma prima dell'intervallo c'è ancora tempo per un tiraccio di Poulsen, che nei pressi dell'area rossonera e con visuale completamente sgombra si esibisce in un sinistro sbilenco e impreciso, poi per un sinistro a girare di Inzaghi, bello nelle intenzioni, non nella riuscita, e per il solito, presuntuoso, tentativo dalla distanza di Seedorf.

Il Milan ci mette meno di 2' a costruire la prima palla gol del secondo tempo: corner di Beckham che arriva proprio sulla testa di Inzaghi, solo, due metri davanti alla porta. Troppa grazia, che forse SuperPippo nemmeno si aspettava, e la palla finisce sul fondo. Altri due minuti e Kalac denuncia tutta la sua mancanza di feeling col campo, lasciandosi scappare un gran tiro di Iaquinta, sul quale si avventano, senza effetti rilevanti, Amauri e Flamini. Il Milan passa al 12', sfruttando la velocità di Inzaghi, che scappa lungo l'out sinistro, entra in area e serve Ambrosini, che fa felice Seedorf con il più sbagliato dei tiri. L'olandese si trova la palla da mettere dentro a due metri dalla linea di porta. Iaquinta, che ha sulle spalle le responsabilità dell'attacco bianconero, vista la serata così così di Amauri, fallisce l'assalto su punizione al 14', poi un minuto dopo vince il duello con Flamini e insacca di testa su cross da destra di Camoranesi firmando il pareggio bianconero.

Kakà, poi Inzaghi, poi ancora Iaquinta e Camoranesi: una serie di tentativi falliti, fra il 29' e il 36', precede il minuto delle polemiche. E' il 39': contatto in area fra Pato (entrato da poco) e Legrottaglie, che Orsato giudica regolare (dopo che la Juve aveva reclamato, qualche minuto prima, un rigore su Del Piero), punendo qualche secondo dopo Favalli, già ammonito, per un fallo su Del Piero che porta al rosso. Il Milan protesta, ma il regalo ai padroni di casa rischia di farlo Zebina, che al 90' si incarta su se stesso, nella propria area di rigore, consegnando il pallone agli affamati avversari. Non succede nulla, la Juve porta a casa un punto, ma si guarda preoccupata alle spalle, perché i viola ora sono lì, vicini, come la festa. Quella dell'Inter, ovviamente.

LE PAGELLE

Seedorf 6 Rallenta la manovra, prende in contropiede i suoi stessi compagni di squadra, cercando il colpo di genio quando basterebbe la normale amministrazione, val al tiro quando non dovrebbe, memore di glorie passate. E San Siro, a tratti, fischia. E' bastato un tiro 'ciccato' da Ambrosini - minuto 12 della ripresa - per trasformare quei mugugni in una vera e propria bolgia. Bravo lui ad averci creduto comunque.

Zanetti 7 Prezioso, fondamentale, insostituibile, soprattutto alla luce dei rincalzi a disposizione di Ranieri (uno di questi stasera in campo a fianco dell'ex interista). Peccato per la precarietà cronica delle sue condizioni fisiche, che Ambrosini rischia di riportare drammaticamente in primo piano con un'entrataccia sulla caviglia dopo appena sette minuti.

Iaquinta 7,5 La coppia di centrali rossoneri non può - per evidenti motivi di natura anagrafica - spiccare per rapidità. Mai considerazione più propizia potrebbe esserci per un attaccante con le sue caratteristiche, capace di mangiarsi in un paio di allunghi Maldini (e di mettere in crisi Kalac, come al 4' della ripresa), ma poi di soffrire il raddoppio di marcatura del "giovane" Flamini. Lo scontro che ne viene fuori fornisce prima materiale per la moviola, poi motivi buoni per la permanenza (almeno per altre tre partite) di Ranieri sulla panchina bianconera.

Flamini 6 Riadattato per l'occasione nel ruolo di terzino destro, passa un'ora a mettere pezze qua e là, dove i suoi colleghi di reparto Favalli e Maldini non arrivano o non sanno essere efficaci. Compito ingrato, reso ancora più amaro quando alla sua prima imperfezione Iaquinta firma il pareggio.

Beckham 5 Alla sua prima partecipazione in maglia rossonera alle sfide con la Juve, riceve dopo meno di due minuti il benvenuto da De Ceglie. Accoglienza poco gradita e subito scaricata sull'incolpevole Marchionni, con tanto di giallo estratto da Orsato.
IL TABELLINO
Milan
(4-3-2-1): Kalac 5,5; Flamini 6, Maldini 6, Favalli 6, Zambrotta 6,5; Beckham 5 (23' st Pato 6), Pirlo 5,5, Ambrosini 5,5; Seedorf 6 (43' st Senderos sv), Kakà 5,5; Inzaghi 6,5 (30' st Ronaldinho sv). A disp. Dida, Jankulovski, Gattuso, Shevchenko. All. Ancelotti
Juventus (4-4-2): Buffon 6; Grygera 6, Legrottaglie 6,5, Chiellini 6,5, De Ceglie 5,5 (28' st Zebina 5); Camoranesi 6,5, Zanetti 7, Poulsen 5,5, Marchionni 6,5; Amauri 5 (30' st Del Piero 5,5), Iaquinta 7,5. A disp. Manninger, Ariaudo, Tiago, Giovinco, Trezeguet. All. Ranieri
Arbitro: Orsato
Marcatori: 12' st Seedorf (M), 15' st Iaquinta (J)
Ammoniti: Beckham (M), Favalli (M), Poulsen (J), Maldini (M), Chiellini (J)

 
04 Maggio 2009

Il Milan non si ferma più: Catania ko

Inzaghi e Kakà in gol, due pali, quasi nullo il pericolo. E' il breviario della partita del Milan a Catania chiusa con un 2-0 che ammette poche recriminazioni e disquisizioni post-mortem (agonistica, intendiamoci). Ancelotti schiera Kakà al fianco di Inzaghi. O meglio, lo libera di qualsiasi incombenza tattica e il brasiliano risponde con una prestazione di sostanza e di qualità. Il Catania gioca - giochicchia - per un quarto d'ora nel primo tempo (anche se Izco salva sulla linea un colpo di testa di Maldini). Poi sparisce, lentamente, sotto il ritmo rossonero. 

Zenga, in tribuna per squalifica, osa le tre punte. Arrotondate. Di contro c'è un Pirlo in versione Urbano Persichetti, vigile. Smista, testa alta, senza sentire pressione attorno. C'è armonia e intento comune in casa rossonera. Il gol di Inzaghi arriva al termine di una veloce ripartenza di Kakà, tre minuti prima della mezz'ora. La risposta del Catania è molle, insufficiente.

Nella ripresa parte meglio la squadra rossoazzurra. Ma alla prima occasione sono i milanisti a gioire. Un'azione bella, da disegnare per divulgarla. Seedorf apre per Ambrosini sulla mancina, cross, Beckham di testa impegna Kosicky, Kakà deposita in rete anticipando Inzaghi (!).

Game, set, partita. Il Milan abbassa la sciabola e impugna il fioretto. Inzaghi e Kakà prendono un palo ciascuno e il Catania non alza più la testa. Troppo convinto il gruppo di Ancelotti, senza più grandi stimoli quello di Zenga. Anche se 7 punti da recuperare in quattro giornate sono tanti. Terribilmente tanti per sostenere un sogno così grande.

LE PAGELLE

Inzaghi 7 Pippo gol, proprietario della succursale del gol rapido e a domicilio, ne mette un altro. Controllo ed esterno alle spalle di Kosicky. Però dobbiamo segnalare due errori che non sono da Filippo. Prima di testa, su invito di Pirlo, non inquadra lo specchio della porta lasciata libera. Poi nella ripresa, su assist di Kakà, impatta con l'esterno destro senza prendere il rettangolo giusto dall'interno dell'area piccola. Due errori glieli perdoniamo (come il palo colpito). Chi siamo noi per potergliela far pesare?

Kakà 7,5 L'architetto di questo Milan pratico e funzionale è il brasiliano. Slegato da compiti tattici, cerca e trova la miglior posizione in campo sfuggendo a qualsiasi radar catanese. Il gol è la cosa più semplice che imbastisce (appoggio in rete con Kosicky fuori dai giochi). Apre la falcata e il gioco scorre che è un piacere. Allunga e accorcia la manovra con semplicità nota. Oltre a un paio di assist per Inzaghi, segnaliamo anche un palo colpito con un destro a giro diretto al legno più lontano.

Beckham 6 Partecipa all'azione del raddoppio, sfiorando lui il gol che lascia fare a Kakà. Fa notizia che in 79 minuti giocati sbagli due cross. Pare che qualcuno gli abbia battuto una pacca sulla spalla: 'Dai David, capita, c'è di peggio nella vita'.

Kosicky 6 Due gol che non oscurano completamente la sua buona prestazione. E' sveglio e attento per tutta la partita, su due guizzi di Inzaghi e sulla frustata di testa di Beckham (dopo la quale arriva il gol di Kakà, ma lui ormai è fuori causa). Talento da seguire.
IL TABELLINO
CATANIA-MILAN 0-2
Catania
(4-3-3): Kosicky 6; Silvestri 5, Silvestre 5, Stovini 5, Capuano 5; Carboni 5,5 (18' st Llama 6), Biagianti 5,5, Izco 6 (1' st G. Tedesco 5,5); Mascara 5,5 (37' st Spinesi sv), Martinez 5,5, Morimoto 6. All. Irrera (Zenga squalificato) (A disposizione: Bizzarri, Strumbo, Falconieri, D'Amico)
Milan (4-3-1-2): Dida 6; Zambrotta 6, Maldini 6,5, Favalli 6, Jankulovski 6; Beckham 6 (34' st Bonera sv), Pirlo 6,5, Ambrosini 6; Seedorf 6,5; Inzaghi 7 (29' st Pato 6), Kakà 7,5 (44' st Mattioni sv). All. Ancelotti (A disposizione: Kalac, Senderos, Shevchenko, Ronaldinho)
Arbitro: De Marco
Marcatori: 27' pt Inzaghi, 7' st Kakà
Ammoniti: Jankulovski (M), Beckham (M), Morimoto (C), Biagianti (C)

 
27 Aprile 2009

Il Milan corre e segna: 3-0

Trascinato da un Kakà tornato su livelli eccelsi, il Milan continua la sua rincorsa al secondo posto battendo per 3-0 a San Siro il Palermo. I rossoneri hanno aperto le marcature al 10' con un rigore trasformato dall'ex-Pallone d'Oro e hanno raddoppiato poco dopo con Inzaghi, al 150° gol in Serie A. I siciliani non reagiscono e, a inizio ripresa, rimangono in 10 per l'espulsione di Bovo: Kakà suggella il successo con un altro rigore al 56'.

LA PARTITA
L'onda Milan monta fin dai primi minuti e trova davanti a sè uno scoglio assai friabile, esattamente come il Torino di sette giorni fa. Indubbio che il rigore benevolmente concesso da Rizzoli (contrasto apparentemente veniale Cassani-Ambrosini) instradi la partita sulla carreggiata rossonera, altrettanto vero che il Milan legittimi il vantaggio giocando a calcio con ritmi e qualità che sembravano dispersi nel tempo. Ai primi ci pensano tutti gli ancelottiani (con l'unica eccezione di Seedorf, preferito ancora una volta a Ronaldinho), per il valore aggiunto ecco Kakà per la prima volta nei panni di se stesso dopo il lungo e difficile recupero dall'infortunio al piede. Ricky ha gambe fresche ed evidente voglia di tornare protagonista. Agisce da seconda punta, ma fa tutto: svaria sulla sinistra in combutta con Ambrosini e Zambrotta (e il povero Cassani non ci capisce più nulla), si accentra, va tra le linee, imposta e colpisce. Da un suo cioccolatino scartato da Ambrosini e mangiato da Inzaghi nasce il secondo gol milanista, suoi il suggerimento per il possibile 3-0 di Beckham e il tiro che, poco prima dell'intervallo, sbarba il palo più lontano da Amelia.

Il Palermo, in tutto questo, se ne sta lì buono e zitto, intirizzito come un pulcino dall'acquaevento quasi invernale di San Siro. E nella ripresa, il copione del match rischia di diventare da brillante a comico quando Rizzoli applica zelante il regolamento e infligge il secondo "giallo" a Bovo, colpevole di fallo tattico (indovinate su chi. Kakà? Bravi, risposta esatta). Rosanero in 10, anzi in 9, o in 8, se consideriamo la presenza solo fisica di Miccoli o di Simplicio. Kakà continua a sfogare i suoi arretrati, cerca e trova un rigore con un numero circense ai danni di Balzaretti. C'è odore di goleada e Ancelotti, dimostrando saggezza e rispetto dell'avversario, anestetizza la partita inserendo Ronaldinho e Shevchenko, diventati -purtroppo per loro e per il calcio- giocatori da "tre a zero per noi". Poco vogliosi, oltre tutto, di mettere almeno una firmetta sul registro delle presenze. Un tocco di malinconia nella felice domenica milanista, buono per tenere i piedi per terra: il secondo posto solitario è realtà momentanea, queste gambe e questa testa andranno conservate ancora per 450'


LE PAGELLE

Kakà 8 Ecce Ricky. La settimana appena trascorsa gli è servita per ritrovare definitivamente l'assetto, non appena mette piede in campo apre il gas come una Desmosedici e ai difensori del Palermo -nessuno escluso- non rimane che guardare i segni lasciati dalle sue sgommate. L'azione che provoca il rigore è l' "highlight" di una partita da Pallone d'Oro.

Flamini 6,5 Un paio di cross sballati, un'ammonizione evitabilissima che gli farà saltare la trasferta di Catania. Queste le note negative di una prestazione che comunque conferma che, se il diretto interessato sarà collaborativo e accetterà il suo nuovo ruolo, il Milan ha trovato un signor esterno destro.

Pirlo 7 Sarà la vicinanza di Beckham, dell'inglese d'adozione Flamini  o sarà il clima da periferia di Manchester, il play-maker rossonero interpreta un match che molto sarà piaciuto ai palati amanti della Premier League. Piantato davanti alla difesa, recupera una quantità industriale di palloni quando il match è ancora aperto e  li amministra con l'intelligenza che gli è propria, aggiungendo un paio di tiri mica male. Vedi alla voce Kakà: completamente recuperato alla causa.

Ambrosini 7 Lunedì sarà sposo di Paola a Venezia: pensa bene, dunque, di cominciare a festeggiare dal giorno precedente provocando il rigore dell'1-0 e offrendo a Inzaghi l'occasione -ovviamente non mancata- di segnare il 150° gol in Serie A. Le sue incursioni, a sinistra o al centro, aprono in due il fortino di Ballardini. Prova da perfetto capitano, quale sarà a decorrere dalla data 1° giugno.

Miccoli 5 Durante il riscaldamento le telecamere lo sorprendono mentre guarda il cielo grigissimo e ha una smorfia di fastidio, quasi di insofferenza. Cuore caldo, quello del Maradona del Salento, e piedi che rimangono gelati. Un tiro da lontano che sfila dalle parti di Dida è l'unica notizia di sè che offre alla partita, ai compagni, agli avversari. Al 14' della ripresa, Ballardini lo manda saggiamente ad abbracciare i termosifoni di San Siro.

Kjaer 5 Dà un dispiacere ad Ancelotti, che tanto lo ha elogiato alla vigilia, e dà al contrario ragione a Galliani: per il Milan o per qualcosa che gli assomiglia è decisamente troppo presto. Kakà lo sculaccia più volte, Inzaghi gli impartisce una piccola lezione di come non bisogna gestire la linea del fuorigioco. Cresci bene che ripasso, si diceva una volta alle ragazzine bellocce, ma ancora troppo giovani.
IL TABELLINO

MILAN-PALERMO 3-0

Milan (4-3-2-1):
Dida sv; Flamini 6,5, Maldini 6,5, Favalli 6, Zambrotta 7; Beckham 6 (34' st Cardacio sv), Pirlo 7, Ambrosini 7; Kakà 8, Seedorf 6 (19' st Ronaldinho 5,5); F.Inzaghi 7 (22' st Shevchenko 6). A disposizione: Kalac, Senderos, Mattioni, Jankulovski. All.: Ancelotti.
Palermo (4-3-1-2): Amelia 6 (19' st Ujkani 6); Cassani 5, Kjaer 5, Bovo 4,5, Balzaretti 5,5; Migliaccio 6, Liverani 5, Nocerino 5 (1' st Hernandez 6); Simplicio 4,5; Cavani 6, Miccoli 5 (13' st Mchedlidze 5,5). A disposizione: Savini, Morganella, Gio.Tedesco, Succi. All.: Ballardini.
Arbitro: Rizzoli di Bologna
Marcatori: 10' pt rig. Kakà (M); 19' F.Inzaghi (M); 11' st rig. Kakà (M)
Ammoniti: Simplicio (P), Flamini (M)
Espulsi: 3' st Bovo (P) per doppia ammonizione

 
20 Aprile 2009

Tornado Milan, Torino travolto

Tanto, troppo Milan per il Torino. A San Siro, finisce 5-1 il posticipo della 32.ma giornata, con i rossoneri che così raggiungono la Juventus al secondo posto in classifica. Tutto facile per i padroni di casa che festeggiano la tripletta del solito Inzaghi e i gol di Kakà (su rigore) e Ambrosini nel finale. Inutile il gol di Franceschini per la formazione di Camolese che, comunque, al momento è ancora fuori dalla zona retrocessione.

LA PARTITA
Nel calcio non esiste la fine dell'incontro per manifesta superiorità (o inferiorità, dipende dai punti di vista), ma a volte ce ne sarebbe bisogno. Quella vista a San Siro tra Milan e Torino, infatti, è stata una partita impari il cui risultato avrebbe potuto assumere proporzioni ancor più pesanti di quelle registrate al termine dei 90'.

Troppo forte questo Milan, troppo debole questo Toro, travolto da Inzaghi in quello che sembra essere un film già visto. Superpippo ci impiega 13 minuti a sbloccare la partita, altri 24 per ipotecare la vittoria e altri 30 per chiudere la gara. I gol nelle ultime sei giornate sono diventati 9 e l'albo dei record va aggiornato per l'ennesima volta.

Ma quello visto contro il Torino è stato un Milan forte nel collettivo, che sembra aver ritrovato proprio nel finale di stagione una buona condizione atletica. Quella che, invece, manca al Toro di Camolese, ora sempre più a rischio serie B.

LE PAGELLE
Inzaghi 8,5
: Vede il Toro e si sente come a Las Vegas. Dalla slot machine granata, come d'abitudine, escono soldi (pardòn, gol) come fossero noccioline. Raggiunge quota 304 con imbarazzante facilità e i 318 gol di Roberto Baggio sono sempre più vicini. Se poi il Torino non dovesse retrocedere...

Beckham 7,5: A tratti, l'invidia per il suo piede destro tocca quote vertiginose. Gode di eccessiva libertà, è vero, ma ogni volta che calcia è una delizia per gli occhi. I compagni, Superpippo per primo, dovranno cominciare a cercare un degno regalo per il suo compleanno (in agenda per il prossimo 2 maggio).

Flamini 7,5: Va beh, ma allora poteva dirlo prima... Schierato terzino destro causa ko di Favalli, il francese dimostra di possedere gamba e tempi d'inserimento adeguati al ruolo. La soluzione giusta per il futuro?

Ronaldinho 7: Dopo 45' passati in panchina ad ammirare i compagni, entra in campo con la voglia di partecipare alla festa e alla prima palla giocabile ai limiti dell'area granata offre un cioccolatino dolce dolce a Inzaghi. Nel finale, poi, regala giocate in serie a tutti gli spettatori. Si può dire tutto, ma non che pecchi in educazione.

Torino 4: Facendo la somma e dividendo per 14, il risultato occhio e croce è questo. Niente gioco, poca grinta, tanta arrendevolezza. Male, insomma.

IL TABELLINO
Milan-Torino 5-1
Milan (4-3-1-2)
: Dida 5,5; Flamini 7,5, Senderos 6,5, Maldini 6,5 (27'st Darmian sv), Zambrotta 6,5; Beckham 7,5, Pirlo 6,5, Ambrosini 7; Kakà 7; Pato 6 (1'st Ronaldinho 7), Inzaghi 8,5 (19'st Shevchenko 6). A disposizione: Kalac, Mattioni, Cardacio, Seedorf. All. Ancelotti
Torino (4-4-1-1): Sereni 5,5; Rivalta 4,5 (40'pt Dellafiore 5), Natali 5, Franceschini 5,5, Rubin 5 (19'st Ogbonna 5,5); Abate 5, Dzemaili 5 (1'st Saumel 5), Barone 5, Diana 5; Rosina 4,5; Bianchi 5,5. A disposizione: Calderoni, Colombo, Vailatti, Stellone. All. Camolese
Arbitro: Banti (Nicoletti, Romagnoli)
Marcatori: 13', 37' e 60' Inzaghi (M), 23'st rig. Kakà (M), 35'st Franceschini (T), 45'st Ambrosini (M)
Ammoniti: Franceschini (T), Diana (T), Sereni (T)
Espulsi: -

 
14 Aprile 2009

Jolly Seedorf, il Milan sbanca

Battere la squadra più in forma del campionato, sconfitta una sola volta nelle ultime 13 partite, per avvininarsi alla Champions League. Missione compiuta per il Milan che grazie a un gol di Seedorf al 9' del secondo tempo ha battuto in trasferta il Chievo di Di Carlo. Come previsto, partita difficile per i rossoneri che hanno portato a casa i tre punti anche grazie alla super parata di Dida su Colucci nel finale. Espulso Ancelotti per proteste.

LA PARTITA
Il Bentegodi non è il Camp Nou e il Chievo non è il Barcellona, ma quella del Milan era una delle trasferte più ostiche che il calendario potesse offrire ai rossoneri in piena corsa Champions. E, infatti, tornare a Milano con i tre punti in cassaforte non è stato affatto semplice per i ragazzi di Ancelotti che, forse nervoso per le continue voci di mercato, è stato cacciato da Saccani al 37' del primo tempo.
 

Prima si era visto soprattutto il Chievo, immediatamente pericoloso sull'asse Pinzi-Pellissier. Pochi minuti e lo stesso Pinzi centrava la traversa su cross di Mantovani, mentre il Milan si rendeva pericoloso solo con Kakà, due volte ostacolato con le brutte maniere in area prima da Yepes, poi da Morero.

Il secondo tempo si apriva con il gol vittoria di Seedorf bravo a sfruttare una bella sponda di Inzaghi su cross di Jankulovski, ma subito dopo era Pellissier a graziare Dida da due passi. Un aperitivo di quello che sarebbe successo poco più tardi: prima una punizione di Pellissier, deviata in gol da Bogdani, veniva annullatta per un leggero fuorigioco di quest'ultimo, poi Colucci vedeva Dida salvare con i piedi con lo stadio già pronto a esultare. Solo a quel punto, Ancelotti, nervosamente seduto in tribuna, poteva tranquillizzarsi. Ci voleva. Dopo una settimana (e un avversario) così...

LE PAGELLE

Seedorf 6,5: C'è una Champions League da conquistare, c'è da correre per lo sprint finale, e lui, schierato largo a destra, sembra la moviola di se stesso. Come al solito, più del solito. Nel secondo tempo, soprattutto dopo l'ingresso di Flamini al posto di Inzaghi, torna in mezzo al campo ma le cose non migliorano granché. Ha però il merito di pescare il jolly da tre punti. Non esattamente un dettaglio.

Zambrotta 6,5: Prova ad aggiungere cavalli alla corsia di destra, penalizzata dall'indolenza di Seedorf, e per lunghi tratti riesce a mettere una pezza. Le batterie, però, alla lunga si scaricano e rimane a corto di fiato. C'è da capirlo...

Pinzi 6,5: Primo tempo da trequartista sfruttato a distribuire palloni di qualità a Bogdani e Pellisier, seconda frazione da interno di centrocampo speso a rincorrre chiunque gli capiti a tiro. Paghi uno, prendi due.

Bogdani-Pellissier 6,5: Uno ha fisico e piedi discreti, l'altro ha i tempi giusti di inserimento e capacità realizzative. Non intendiamo scomodare vecchie (e gloriose) coppie gol, ma questi due funzionano. E funzionano bene. 

Jankulovski 4,5: Ancelotti viene espulso prima di poter assistere ai continui disastri del terzino ceco. Altrimenti, invece che in tribuna, lo avremmo visto scendere in campo. Si ricordi di ringraziare Saccani la prossima volta che lo incrocerà...
IL TABELLINO
Chievo-Milan 0-1
Chievo (4-3-1-2)
: Sorrentino 5,5; Sardo 5,5, Morero 6,5, Yepes 6, Mantovani 6 (40'st Esposito sv); Luciano 6 (4'st Colucci 5,5), Rigoni 6,5, Marcolini 6 (28'st Langella sv); Pinzi 6,5; Pellissier 6,5, Bogdani 6,5. A disposizione: Squizzi, Scardina, Mandelli, Italiano. All.: Di Carlo
Milan (4-2-3-1): Dida 7; Zambrotta 6,5, Senderos 6, Favalli 5,5, Jankulovski 4,5; Ambrosini 5,5, Pirlo 6; Seedorf 6,5, Kakà 5,5 (30'st Ronaldinho 6), Pato 6 (38'st Shevchenko sv); Inzaghi 6,5 (15'st Flamini 6). A disposizione: Kalac, Darmian, Antonini, Beckham. All. Ancelotti
Arbitro: Saccani (Ayroldi, Calcagno)
Marcatori: 8'st Seedorf (M)
Ammoniti: Rigoni (C), Morero (C), Jankulovski (M)
Espulsi: -
Note: 37'pt Ancelotti espulso per porteste

 
06 Aprile 2009

Milan allo scadere supera il Lecce

Con due gol allo scadere, uno di Ronaldinho e uno di Inzaghi il Milan supera il Lecce, allontana lo spettro Genoa e vola a meno cinque dalla Juve. Nel primo tempo i rossoneri fanno possesso palla, ma il gioco è sterile. Nel secondo il Milan cresce. Molto bene Pato, rassicurano le condizioni di  Kakà, ma poi è Ronaldinho con una deviazione su un tiro di Senderos a sbloccare. Infine al 48' arriva il raddoppio di Pippo.

LA PARTITA
Il Milan fatica contro un Lecce ben messo in campo. Si rivede in campo Kakà dopo quasi due mesi, Beckham resta in panchina a riposare così come Ronaldinho. Nel primo tempo i rossoneri fanno possesso palla, vanno spesso in area e provano a cercare la porta, ma sono lenti e prevedibili e la difesa del Lecce, ben schierata, annulla tutte le giocate pericolose, grazie soprattutto a Esposito. I giallorossi quindi aspettano e poi, partono in contropiede. Vedi  Tiribocchi che  lasciato libero da Maldini e Zambrotta, va vicino al gol. Ma anche Caserta, Angelo e Vives si fanno vedere dalle parti di Dida. Dall'altra parte risponde Pato. Il brasiliano è il più ispirato. Le sue accelerazioni sono devastanti, ma poi sotto porta manca in  precisione. Da segnalare al 40' l'uscita di Maldini per infortunio. Al suo posto Senderos.
 
Nel secondo tempo in campo si vede un altro Milan, più spregiudicato, grazie soprattutto all'entrata di Ronaldinho al posto di un bulimico Seedorf. Kakà sembra un altro rispetto al primo tempo. Ci crede di più sforna assist e tira in porta rassicurando tutto San Siro sulle sue condizioni.  Ma è sempre Pato il migliore. Solo che fa tutto da solo e non basta.  Pericolosissimo al 20 della ripresa così come al 26' quando evita un uomo e impegna Benussi in un miracolo Alla mezz'ora, quindi, Ancelotti tenta la carta Shevchnko al posto del numero 22 brasiliano, ma è invece Senderos, al 46'  a cambiare il volto alla gara. Il suo colpo di testa deviato dalla testa anche di Dinho supera Benussi. 1-0, Genoa allontanato e Juve più vicina. Poi ci pensa Inzaghi a mettere la parola fine a una gara sofferta: siamo oltre tre minuti dal 45. Pippo di testa  spinge in rete il cross di Sheva: 2-0. Lecce superato, e la strada per l'Europa più sgombra.

LE PAGELLE
Pato 7: a vederlo all'opera più che un attaccante con i difensori  sembrerebbe uno slalomista alle prese con i paletti: salta gli avversari con una facilità disarmante. Gli manca solo un po' di precisione, ma è lui, là davanti, il faro del Milan.

Kakà 6:  era il 7 febbraio, a San Siro contro la Reggina. Da allora Kakà non si è più visto. Dopo quasi due mesi eccolo dal 1 minuto, sempre a San Siro. Davanti al suo pubblico non parte alla grande, ma piano piano cresce. I primi segnali della ripresa arrivano nel secondo tempo e si concretizzano in cross, tiri e tanta corsa.

Ronaldinho 6,5
 : parte dalla panchina, con il sorriso, quasi a profetizzare ciò che sarebbe successo. Entra al posto di uno spento Seedorf e, via, il Milan cambia faccia. Rocambolesca l'azione del gol. Con la sua folta capigliatura devia un colpo di testa del "pelato" Senderos.  Benussi battuto e risultato sbloccato

Inzaghi 6,5: è il solito, quello che cerca il gol sempre, ovunque. E alla fine lo trova. Come ci aveva abituati allo scadere, di testa su un bel cross di Sheva. Esultanza alla SuperPippo: è  il gol numero 301

Tiribocchi 6,5 una partita di grande sacrificio, la sua. Ci crede, ci prova. Parte solo in contropiede cercando di "rovinare" quanto di buono provano a fare là davanti Pato&Co. Va anche vicinissimo al gol nel primo tempo, ma nulla.

Esposito 6: lui come tutta la difesa del Lecce fa molto bene. Ordinato e attento neutralizza in più occasioni le giocate degli attaccanti rossoneri
IL TABELLINO
Milan-Lecce 2-0
Milan (4-3-1-2):
Dida 6; Zambrotta 6,5, Maldini 5,5 (40' pt Senderos 6,5), Favalli 6, Jankulovski 5,5; Flamini 6,5, Pirlo 6, Seedorf 5 (8' st Ronaldinho 6,5); Kakà 6 (33' st Shevchenko 6); Pato 7, Inzaghi 6,5. A disposizione: Kalac, Antonini, Ambrosini, Beckham. All. Ancelotti
Lecce (4-4-1-1): Benussi 6; Polenghi 6, Esposito 6,5, Fabiano 6, Vives 6,5; Angelo 6,5 (35' st Giuliatto sv), Giacomazzi 6, Munari 6,5, Ariatti 6,5 (44' st Konan sv); Caserta 6; Tiribocchi 6,5 (44' st Papadopoulos sv). A disposizione: Rosati, Schiavi, Ardito, Zanchetta. All. Pavese (De Canio squalificato)

Marcatore: 46' st Ronaldinho (M), 48' st Inzaghi (M)
Arbitro: Farina
Ammoniti: Polenghi (L), Caserta (L), Vives (L), Pirlo (M)

 
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